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 Alla “Mostra delle Camelie”

fine settimana 11/12,18/19,25/26 marzo 2017

Da Lucca in bicicletta partenza ore 10  (piazza napoleone) per Sant’Andrea di Compito ingresso mostra

pranzo presso L’ “agriturismo alle Camelie” rientro a Lucca ore 16,00 visita della città

i l prezzo comprende la bicicletta,l’ingresso, il pranzo,la guida minimo 4 persone € 90,00 da 5 persone a 8 € 70,00 da 9 in poi € 60,00 a persona percorso facile 

prenotazione obbligatoria

 

Il Compitese,il Padule e Montecarlo

Il nucleo originario di Montecarlo era il borgo di Vivinaia, antica proprietà deiDuchi della Tuscia, che sorgeva alle pendici del colle. Nel 1331 il paese fu devastato dai fiorentini e le autorità lucchesi decisero di rifondare il borgo sulla sommità del Colle del Cerruglio, dove sorgeva la fortezza omonima. Nel 1333 il nuovo borgo prese il nome di Montecarlo in onore del futuro imperatore Carlo IV di Lussemburgo, che aveva aiutato Lucca a liberarsi dall’occupazione pisana.

La Fortezza del Cerruglio ebbe un ruolo strategico nelle guerre del XIV secolotra LuccaPisa e Firenze e fu da quella rocca che Castruccio Castracani, signore di Lucca, diresse le sue truppe portandole alla vittoria nella battaglia di Altopascio del 1325. La fortezza fu ampliata prima da Paolo Guinigi, signore di Lucca, e successivamente dai fiorentini, specialmente dal governo granducale che, dal 1437, ebbe definitivamente Montecarlo sotto il proprio controllo.

Escursione guidata da Lucca piazza Napoleone ore 9,00 in direzione di Colle di Compito, visita al Caseificio,con degustazione dei formaggi,dopo di che partenza per Montecarlo con attraversamento del Padule,sosta alla cantina Del Buonamico con degustazione dei loro vini e stuzzichini,saliamo nel borgo di Montacarlo visita del paese, ci incamminiamo lungo la discesa che porta alla quercia secolare,(si narra che sia la quercia di Pinocchio,o la quercia delle streghe),foto ricordo di seguito per Gragnano;Lammari rientriamo a Lucca,intorno le 16,00

escursione minima 4 persone al prezzo di €90 pers.

da 5 persone a 8 €80 pers

da 8 in poi €70 pers.

comprensivo di bicicletta,casco,accompagnatore,e degustazioni.

Percorso media difficoltà

Prenotazione obbligatoria

 

 Alle parole d’oro.by night

escursione guidata all’acquedotto del nottolini e alle parole d’oro con degustazione di vini e stuzzichini tipici toscani,

rientro a Lucca e giro di mura by night . € 30,00 per personal’escursione comprende la bicicletta,l’accompagnatore,e la degustazione. partenza ore 19,00 con rientro ore 22,00

percorso facile

gradita la prenotazione

Lajatico e il teatro del silenzio

Partenza in autobus da Lucca ore 900 arrivo a Pontedera visita Museo Piaggio casa della famosa vespa,dopo di chè in bicicletta per la bassa Valdera percorrendo piste ciclabili e strade di campagna arriviamo a Lajatico, dopo aver affrontato l’erta circondati da stupendi cipressi ci riposiamo nel borgo caro ad Andrea Bocelli facciamo uno spuntino con degustazione di vini tipici,e andiamo a visitare il teatro del silenzio,torniamo a Pontedera e riprendiamo l’autobus per Lucca Scrive il Repetti:

« La più antica memoria in cui si faccia menzione di un luogo denominato Lajatico trovasi in una caria dell’archivio arcivescovile di Pisa dell’anno 891, già pubblicata dal Muratori ; ma quel Lajatico esser doveva nel distretto di Livorno della diocesi di Pisa, e per conseguenza ben lungi, ed affilio distinto dal Lajatico di Val d’Era, che fu sempre della diocesi volterrana. Comunque sia la bisogna, certo è che il castello di Lajatico di Val d’Era nel secolo XII apparteneva ai conti Pannocchieschi d’Elci, giacché il conte Ranieri Pannochia, figlio del C. Ugolino d’Elci, e la contessa Sibilla sua consorte, mediante un rogito dei 22 gennaio 1139, alienarono a favore di Adimaro Adimari vescovo di Volterra la loro parte di Lajatico e di altri castelli in Val d’Era. Un’altra porzione di Lajatico fu ceduta, nel gennaio del 1160, dal conte Guglielmino, della stessa consorteria dei Pannocchieschi, a Galgano, vescovo di Volterra. Finalmente il successore di quest’ultimo prelato, il potente Ildebrando Pannocchieschi, vescovo e signore di Volterra, poté ottenere da Arrigo VI un diploma (26 agosto 1186), mercé cui acquistò la giurisdizione politica sopra i paesi della sua diocesi, fra i quali Lajatico, Peccioli, Guizzano, Legoli ec. Ma il Vescovo Ildebrando non sembra che pacificamente ne godesse il possesso, allorché sino dall’esordio del secolo XII dominavano costà i Pisani, nonostante che essi fossero ammoniti dal pontefice Innocenzo III, ricusandosi all’invito di consegnare i castelli di Peccioli, di Ghizzano, di Legoli e di Lajatico al Vescovo volterrano. A ciò essi tanto più si rifiutavano, in quanto che lo stesso Imperatore Arrigo VI aveva assicurato ai Pisani con diploma del 30 maggio 1193 l’alto dominio non solamente del Castello di Lajatico, ma ancora di molte altre corti e paesi del vescovado di Volterra. Un simile privilegio fu posteriormente concesso al Comune di Pisa da Ottone IV (anno 1209) e da Carlo IV (anno 1355). »

prezzo dell’escursione comprensiva di accompagnatore,bicicletta,degustazione,e biglietto autobus minimo 4 persone €80 ,da 5 a 8 €70,da 9€60

percorso difficolta’ media

tutti i giorni tramite prenotazione obbligatoria

 

Da Lucca alle  Terme Romane e al lago di Massaciuccoli per la pista ciclabile

Partenza Piazza napoleone ore 9.00 ingresso pista ciclabile Puccini (parco Fluviale) fino a Massaciuccoli visita “Area Romana”  degustazione prodotti locali presso “Osteria le Terme”

vista al Lago (Conosciuto già in epoca romana, come si rileva dalla Tabula Peutingeriana, come lago delle Fosse Papiriane, è divenuto famoso per aver ospitato le battute di caccia del compositore lucchese Giacomo Puccini). rientro a Lucca e visita città  

i prezzi comprendono la bicicletta,la guida,l’ingresso all’area romana ,la degustazione comprese le bevande, minimo 4  pers € 80 da 4 a 8 €70 da 9 €60 a persona

percorso facile

 Prenotazione obbligatoria

 

La pianura di Pisa Medievale

Partenza da Pontedera ore 10,00 piazza della stazione per la pista ciclabile si raggiunge ,Vicopisano. Visita del borgo.

Vicopisano sorgeva su un colle alla confluenza di due importanti vie d’acqua entrambe navigabili: l’Arno (poi deviato nel 1560), che consentiva il collegamento con Pisa ed il mare, e l’Auser o Serezza, che metteva in comunicazione con il Lago di Sextum(prosciugato a partire dal 1859) da cui proveniva, e quindi con la Piana di Lucca.

Non è improbabile quindi che il colle fosse già abitato in epoca etrusca, come testimoniano reperti ceramici databili al V secolo a.C. rinvenuti nella zona.

In virtù di tale posizione strategica, davicus (insediamento aperto, non difeso) l’insediamento diventò già nel X secolo un castellum, ovverosia un insediamento fortificato, per poi divenire, nei cinque secoli successivi, una delle roccaforti militari più rilevanti nella zona diPisa.

Viene citato per la prima volta nel 934 come Vicus, ma già nel 996 si parla di un castello di Auserissola posto nelle sue immediate vicinanze. Dalla fusione dei due centri, evidentemente assai prossimi, nacque il Vicus Auserissola che poi nel tardo medioevo sarà denominato Vico Pisano.

Nell’XI secolo Vico è soggetto all’autorità vescovile pisana, che aveva ampi possedimenti nella zona, ma già alla metà del secolo successivo (1161) si notano i primi segni di ingerenza da parte del Comune di Pisa nel controllo politico dell’importante luogo. Nel 1165 i vicaresi armarono una delle 11 galee che partecipano ad una vittoriosa spedizione contro i genovesi in Sardegna.

Ed è in questo periodo che i borghi, cresciuti all’esterno del piccolo castello sommitale, cominciano ad ingrandirsi ed a far assumere all’insediamento i toni e le caratteristiche urbanistiche di una piccola città, con domus in pietra verrucana, torri svettanti e massicci palazzi anch’essi in pietra, con una probabile prima cinta muraria che andò ad abbracciare nel suo circuito anche i borghi (Maggiore e Maccione) sorti esternamente alla prima, ristretta cinta muraria. Vicopisano nel corso del XI-XII secolo dovette assumere quindi anche una notevole importanza economica, che ebbe un immediato riscontro nella notevole estensione e qualità edilizia dell’abitato medievale, testimonianza diretta di un ceto di abitanti ricchi abbastanza da poter costruire case e palazzi in pietra, sull’esempio di quelli costruiti nello stesso periodo nella città di Pisa.

Nel XIII secolo, quando Pisa inizia a dare segni di discordie interne fra Comune ed Arcivescovo e fra le varie Famiglie nobiliari, preludio al suo declino, anche il contado viene riorganizzato con funzioni difensive, per meglio sopportare la pressione militare da parte di Lucca e soprattutto di Firenze, che si stava affacciando nel Basso Valdarno. Vico Pisano divenne sede nel 1230 di una “Capitania” assumendo un ruolo strategico nell’organizzazione territoriale del contado dellaRepubblica Pisana, alla cui sorte era oramai legata indissolubilmente.

Una certa situazione di prosperità perdurò sino alla metà del XIII secolo, parallelamente allo sviluppo della città di Pisa, ma quando quest’ultima si trovò contrastata per mare da Genova (che la sconfisse nel 1284 nella Battaglia della Meloria) e per terra da Firenze e Lucca anche i piccoli centri che gravitavano attorno alla città della torre, si trovarono al centro di scontri e combattimenti, che contribuirono all’impoverimento ed allo spopolamento delle campagne ed alla conseguente crisi produttiva di tutto il territorio.

Testimonianza di questa fase militare della storia vicarese è la costruzione della Rocca Pisana o Vecchia, citata nel 1330 e costruita nella parte bassa del colle, nella zona attualmente occupata dal Municipio, che ne ingloba tre torri e le mura di cortina. È frequentissimo incontrare il nome di Vicopisano nelle cronache militari dal XIV al XVI secolo, il periodo degli eserciti mercenari e delle compagnie militari comandate dai Capitani di Ventura che, a partire proprio dal XIV secolo, insanguinarono con le loro gesta, le campagne pisane e toscane. Anichino Bongardo, il Conte LandoGiovanni Acuto,Paolo Vitelli sono solo alcuni di questi guerrieri professionisti che incrociarono il loro percorso di guerra con quello di Vicopisano.

E così, dopo quasi cento anni di guerre, battaglie, scontri, saccheggi e pestilenze (1348), che avevano sconvolto, spopolato ed impoverito il contado pisano e la stessa città di Pisa, Vicopisano cadde alla metà di luglio del 1406 in mano a Firenze, che ebbe in questo modo un più facile accesso diretto alla città di Pisa, (caduta nell’ottobre dello stesso anno).

Firenze sfruttò a proprio vantaggio la posizione strategica di Vicopisano, ed adottò qui una politica diversa da altri centri della zona (di cui furono smantellate le difese militari): Vico fu rifortificato e per mantenerne un più saldo controllo fu costruita la Rocca del Brunelleschi progettata a partire dal 1434 dal grande architetto Filippo Brunelleschi, che lasciò così un’impronta indelebile nelle fortificazioni vicaresi e nell’aspetto di ampie porzioni del castello, che fu modificato e in parte distrutto per meglio servire agli scopi difensivi previsti dal Brunelleschi.

Salvo brevi periodi (14941498 e 15021503) Vicopisano rimase in possesso di Firenze, che ne continuò il ruolo amministrativo che già aveva sotto Pisa, rendendolo sede del Vicariato del Valdarno Inferiore (poi di Vicopisano) una suddivisione giudiziaria ed amministrativa del territorio pisano, che comprendeva una zona molto vasta e popolosa, che nel XV secolo andava da Ripafratta sino a Pontedera, inglobando buona parte della piana pisana (con l’esclusione di Pisa città) e del Monte Pisano.

Il periodo d’oro del borgo era però inesorabilmente passato, in quanto ben presto iniziò la lenta trasformazione che ha portato Vicopisano all’aspetto attuale. Mutata la situazione politica (la formazione del Granducato di Toscana aveva portato alla cessazione delle guerre intestine che avevano segnato il destino e l’importanza di molte fortezze e castelli interni), ma soprattutto la deviazione del corso dell’Arno, portata a compimento a partire dal 1560, con l’intento di migliorare la situazione della zona, modificò radicalmente l’ambiente, determinando la trasformazione dell’antica fortezza in centro agricolo.

Si prosegue per Cascina visita’ della cittadina e degustazione prodotti locali,ripartiamo per Pisa seguendo l’Arno e la sua pista ciclabile

La storia di Cascina documentata si fa risalire al periodo romano. La pianta stessa della cittadina richiama quella del castrum, con strade perpendicolari tra loro (chiamate cardi e decumani) che formano una scacchiera. Inoltre nel territorio cascinese le tracce della centurazione romana sopravvivono nei toponimi attuali di molti paesi, come ad esempio il suffisso -anum/-ana in paesi come MusiglianoVisignanoLaianoBibbiano e molti altri.

La prima menzione di Cascina è in una pergamena del 750 in cui si parla della donazione di una casa fatta alla chiesa di Santa Maria di Cassina. L’origine del nome è incerta, ma potrebbe essere derivata da un termine cassina o casinanel senso di “casa di campagna”, oppure dall’omonimo torrente che attraversava l’attuale paese, ora scomparso, e che a sua volta deriverebbe da un nome di persona etruscolatinizzato in Cassenius. La Tavola Peutingerianariporta una località, detta Valvata, situata a 8 miglia romane da Pisa, che in passato è stata identificata con Cascina, anche se questa resta solo un’ipotesi. Ciò che invece è noto era l’attribuzione dei toponimi di diversi paesi situati sull’antica via romana che da Pisa conduceva a Cascina: Quinto veniva identificato con CasciavolaSesto con la località in cui sorge la Pieve di San CassianoSettimo con San Benedetto a SettimoOttavo con una zona ad ovest di Cascina (località in cui anticamente sfociava il fiume Cascina), Nonoad est di Cascina e Tredici fra Vicopisano e Calcinaia. È chiaro quindi come l’attribuzione dei toponimi venisse fatta in base alle progressive distanze in miglia romane dalla città di Pisa.

Maggiori conoscenze sulla storia di Cascina risalgono all’epoca medievale, periodo in cui il comune combatté sanguinose battaglie prima contro i Lucchesi e poi contro i Fiorentini. Nel novembre del1313, un soldato al seguito del condottiero pisano Uguccione della Faggiuola, tale Isbrigato da Peccioli, per vendicarsi con i Lucchesi che in una delle tante guerre avevano disfatto una torre di Cascina, pose una lapide nella chiesa di San Michele in Escheto a Lucca, con la scritta: «QUIA CASCINENSES TURRIM MISERE LUCENSES HANC CASCINENSES DESTRUXERUNT QUIPPE LUCENSES ISBRIGATO DE PECOLI FECIT» (traduzione: “poiché i lucchesi disfecero la torre dei cascinesi, i cascinesi distrussero questa dei lucchesi. Isbrigato da Peccioli pose”). A Cascina è stata combattuta il 29 luglio1364 la nota battaglia di Cascina tra Fiorentini e Pisani, immortalata da Michelangelo Buonarroti di cui si conservano i disegni preparatori, uno dei quali di Aristotele da Sangallo raffigura una parte dell’intero dipinto, in cui soldati fiorentini seminudi si stanno bagnando nel fiume Arno e della quale esiste un dipinto di Giorgio Vasari, attualmente ospitato a Palazzo Vecchio di Firenze.

Dopo essere rimasta sotto il dominio di Pisa per tutto il secolo XIV, Cascina passò quindi sotto il dominio fiorentino. Storicamente uno dei motivi dello sviluppo come borgo medioevale e della costruzione delle mura di Cascina fu proprio la sua collocazione sulla strada che congiunge queste due città, che si alternarono più volte nel controllo di questo borgo. Da citare al riguardo della cerchia muraria, le torri angolari, a pianta pentagonale. In passato era presente un fossato, più o meno dove ora si trova la circonvallazione (viale Comaschi, via Pascoli, via della Pace, via Michelangelo).

Nel 1798 fu elevata a vicariato col titolo di vicariato di Cascina e Pontedera.

Ai nostri giorni Cascina e le sue frazioni si presentano come una grande conurbazione in continua crescita che si protende verso Pisa.

Prima di giungere a Pisa facciamo una sosta presso:

Montione ,badia

I primi documenti circa la località di Montione risalgono al periodo alto-medievale.[4][5] Al 30 aprile 780 risalgono infatti i documenti riguardanti la fondazione del “monastero di San Savino di Montione“, posto a difesa e aiuto della “veneranda chiesa del Beatissimo San Savino di Ceragiolo”. Quest’ultima, distrutta da una piena dell’Arno nel 1115, venne ricostruita nella sede attuale tra il 1118 e il 1134.[3] Montione è menzionato anche in due documenti redatti a Pisa del 31 marzo 1057 e del 29 ottobre 1161.[5] Nelle campagne di Montione, presso la badia di San Savino, fu combattuta il 28 luglio 1364 la celebra battaglia di Cascina, tra Fiorentini e Pisani.[5]

 proseguiamo per Pisa,visita della citta’

prezzo per persona fino a 4 80€ da 5/8 €70 da 8 €60 tutto comprensivo di accompagnatore,bicicletta,casco,degustazione,

percorso pianeggiante facile

prenotazione obbligatoria

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Salumi